Email in cui ci hanno scoperto a guardare siti porno

Negli ultimi giorni molti utenti stanno ricevendo una email di sextorsion (sesso ed estorsione), in cui viene dichiarato che sono stati “scoperti” a visitare siti porno. Non aprire l’email in quanto è una truffa. Da diversi mesi la Polizia Postale ha lanciato l’allerta a seguito di una massiccia attività di spamming a scopo estorsivo e dopo numerose denunce arrivate.

 

L’ E-mail

Il mittente comunica, oltre ad averci “scoperto” a visitare siti porno, di aver installato un malware sul nostro computer che gli ha dato accesso alla webcam (tramite cui avrebbe scattato immagini e registrato video durante atti intimi); inoltre gli ha permesso di scaricare tutti i nostri dati di navigazione, email e contatti dei nostri amici parenti e colleghi cui invierebbe immagini e filmati nel caso in cui non pagassimo il riscatto richiesto.

 

Perché è una truffa

La Polizia Postale spiega perché questo avvertimento è un tentativo di truffa:

Nulla di tutto ciò è reale: rappresenta un’invenzione dell’autore del reato, elaborata al solo scopo di gettarci nel panico ed indurci a pagare la somma illecita: è tecnicamente impossibile, infatti, che chiunque, pur se entrato abusivamente nella nostra casella di posta elettronica, abbia potuto – per ciò solo – installare un virus in grado di assumere il controllo del nostro dispositivo, attivando la webcam o rubando i nostri dati.

 

Cosa fare

In caso abbiate ricevuto questo tipo di email sulla vostra casella di posta elettronica, i consigli da seguire indicati dalla Polizia Postale sono i seguenti.

  • Mantenete la calma: il criminale non dispone di alcun filmato che ci ritrae in atteggiamenti intimi né, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti;
  • Non pagate alcun riscatto: pagarlo significherebbe ricevere altre minacce e altre richieste di denaro;
  • Cambiate la password della vostra email, sceglietene una particolarmente complessa e fate in modo che sia differente rispetto a quella che utilizzate per accedere ad altri vostri profili sul web (ad esempio Facebook);
  • Abilitate meccanismi di autenticazione “forte”: fate in modo che all’inserimento della password venga associata l’immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul vostro telefono cellulare;
  • In generale, non lasciate mai i vostri dispositivi incustoditi e non cliccate su link o allegati di posta elettronica sospetti

 

Se necessitaste di ulteriori chiarimenti, è possibile rivolgersi direttamente alla Polizia Postale cliccando sul sito www.commissariatodips.it